Archivi tag: Software che rimuove potere all’utente

Come ottenere ebook da app Publiwide

Non so se vi siete mai chiesti come ottenere l’ebook che avete comprato, magari insieme ad un libro cartaceo da 70 €, in un formato .epub da una nota app che permette di visualizzarli solo tramite la stessa (Publiwide).

Ebbene, perché dovreste scaricare, ai limiti dell’illegalità, un file .epub invece di visualizzarlo dall’apposita app che ve lo fornisce? Semplice, perché l’app in questione fa schifo. Profondamente.

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Rivistando Windows 10: sempre peggio

In qualità di tecnico informatico e sistemista sottopagato (nel senso che proprio nessuno mi paga) per familiari e parenti, mi è stato assegnato il compito di prendere in mano un nuovo portatile HP nato con Windows 10 e renderlo utilizzabile e privo di spazzatura preinstallata.

Ciò mi ha dato modo di valutare nuovamente Windows 10 e notare che è peggiorato rispetto all’ultima volta, ma andiamo con ordine.

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DRM, sudiciume vario e percezione del valore

Le gentile università ci (a noi, umile plebaglia studentesca) mette a gentile disposizione, in formato digitale, aggratis, un librone di testo che normalmente costa 67 €. Contando che dobbiamo leggerne circa il 10%, se ne abbiamo voglia, perché forse più o meno approfondisce qualcosa rispetto alle lezioni o le chairifica o boh sì no forse chissà, e contando che è “gratis” nel senso che già lo paghiamo con le tasse, vale la pena cercare di scaricarlo.

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Considerazioni varie su Windows 10 e sul senso della vita

L’ultima volta ero giunto alla conclusione che Windows 10 fosse esteticamente gradevole (a parte le icone) ma lentissimo. Probabilmente perché l’avevo installato su un netbook del 2010. E, cosa più grave, era piagato da gravi problemi di totale assenza di privacy, tramite il consenso obbligatorio alla raccolta di ogni dato possibile e immaginabile da parte di Microsoft.

Per queste ragioni avevo deciso di non effettuare sul computer principale l’upgrade da 7, che è palesemente l’evoluzione di 10 sotto tutti gli aspetti visibili all’utente pur essendo uscito 6 anni prima, ma attendere osservando la situazione.

GWX loda le innovazioni di 10

Essendo universalmente noto che 7 è superiore a 8 sotto tutti i punti di vista (tranne che per i fanboy più agguerriti o per chi ha un tablet), il “mix” implica che sia una via di mezzo. Potendo scegliere tra 7 e 10, quindi, cosa dovrei fare?

Ma consideriamo cos’è cambiato in questi ultimi mesi.

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[GUIDA] [Unbrick] [Crapware] Flashare LG Optimus L9 (P760)

3agle3ye è venuto a trovarmi e mi ha consegnato il suo vecchio telefono, che aveva brickato qualche mese fa.

Il giorno dopo ho perso 10 ore a seguire delle guide trovate su XDA per cercare di flashare qualcosa – qualsiasi cosa! – su questo ignobile telefono, per poi scoprire che la soluzione era estremamente banale.

Poiché su internet ci sono già abbastanza guide da seguire alla cieca senza capire cosa si sta facendo, ho deciso di fare qualcosa di originale quanto totalmente inutile: enunciare con ordine tutto quello che ho capito da quest’esperienza che non ci tengo particolarmente a ripetere.
Ma al fondo dell’articolo c’è comunque l’elenco puntato in stile “guida di XDA”, per chi non ha voglia di leggere tutto.

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Windows 10 è regredito rispetto a Windows 7

Già l’avevo detto. Lo ripeto. Perché sono successe cose che lo mostrano ancor più chiaramente.

Inserisco chiavetta USB funzionante: “Hardware non riconosciuto, toglila e rimettila immediatemente se non vuoi scatenare le ire degli dèi”. Ehm, ok, su questo pc con 7 non era mai successo.

Obbedisco.

“Configurazione hardware”, continua a fare qualcosa ma non si sa cosa, perché nel mentre che configura questo hardware così assurdo e sconosciuto (…) ha riconosciuto la chiavetta in due secondi e l’ha resa disponibile su Risorse del Computer.

“RIlevati errori. Clicca qui. Ora.”

Si apre la finestra che su 7 in queste circostanze si apriva subito, quella che dice “Rilevati errori. Ripara. Ora.” e permette di fare un chkdsk.

Facciamo “ripara”, va’, un chkdsk non si nega mai a nessuno, tanto ci mette 10 secondi a dir tanto.

Fa un chkdsk come avrebbe fatto Windows 7? No! Immediatamente apre una nuova finestra, “Gravi errori rilevati, morte imminente, l’armageddon è prossimo, si salvi chi può: clicca qui per RIPRISTINARE (formattare?) la chiavetta”.

Chiudo disgustato la finestra e procedo a usare la chiavetta come se nulla fosse.

L’apocalisse non è ancora giunta, ci sono volute tre finestre ridondanti per fare peggio quello che 7 faceva con una sola finestra, proporre all’utente di formattare per risolvere un non-problema è uno dei suggerimenti più stupidi che abbia mai sentito e lo so che a volte è la cosa più veloce, ma non c’era alcun problema. Sempre che “ripristinare” volesse dire “formattare”, ma anche se così non fosse: una finestra che permette di fare un chkdsk era troppo banale? Ce ne vogliono tre che danno una scelta futile perché poi ingiungono il ripristino, anche se si può chiudere la finestra e non fare nulla?

Windows 10 sembra sempre più un’accozzaglia di immondizia incoerente tenuta insieme con lo sputo. Da un lato il progresso, da un lato il regresso, da un lato i cambiamenti fini a sé stessi e dall’altro pezzi di tutti i vecchi Windows che riaffiorano. Da un lato le interfacce dignitosamente progettate e realizzate di 7, dall’altro la banalizzazione illogica di 8, tutto impilato in maniera apparentemente casuale.

Se la direzione è quella della banalizzazione demenziale, io salto giù da questo treno lanciato in folle corsa verso l’idiozia prima che sia troppo tardi.

Secure Boot: troppo facile da aggirare

Edit: prontamente, subito prima di pubblicare questo articolo, ho fatto un upgrade totale con pacman -Syu come avevo fatto più volte con vari aggiornamenti del kernel nel mezzo e questi aggiornamenti non sovrascrivono il bootloader o PreLoader o cose del genere.
Prontamente, “Boot failed: Access denied”, con una grafica diversa da quella del BIOS buggato che lo dice a prescindere anche se poi lascia avviare. E dopo un laggone bestiale in cui sembra che tutto si sia piantato, si apre l’HashTool da solo. Deduco che a generare l’errore adesso è PreLoader, che non ho aggiornato perché dovrei copiare a mano i file in /boot per aggiornarlo, quindi non so che diamine stia succedendo.

Alla fine, differentemente da tutte le altre volte, è stato necessario aggiungere l’hash di /boot/vmlinuz-linux alle MOK, cosa che non avevo mai fatto, ricordo benissimo.
O mi sta andando in pappa il cervello e ricordo male, o il metodo non funziona più. Nel dubbio lo pubblico comunque.

Inoltre, qualcuno ha descritto la procedura anche sulla wiki ufficiale di Arch, con annesso workaround per BIOS ancora più buggati dove il menu di avvio nella NVRAM è puramente decorativo perché avviano solo il bootloader di Windows riconoscendolo dal nome del file.
Ormai l’articolo l’ho scritto quindi, reitero, lo pubblico comunque.


Nell’ultima puntata: il dannato notebook può avviare solo con UEFI, solo con Secure Boot e solo con la chiave Microsoft.

Forse si può sostituire la PK usando il KeyTool ma non sono interamente sicuro che sia possibile o ragionevole da fare, visto che non c’è verso di attivare la Setup Mode e non ho voglia di rovistare ancora tra le frammentarie informazioni presenti su internet per capire se basta firmare il kernel con la PK o se bisogna per forza passare dalle altre chiavi, cioè dalla chiave Microsoft.

Se è obbligatorio usare quest’ultima, cosa succede se la chiave privata Microsoft cade in mano a dei malintenzionati: si può revocare? E se sì, io poi cosa avvio? O continuo a usare software firmato con una chiave non sicura, vanificando completamente l’aspetto Secure che compone metà del nome Secure Boot, o non avvio più nulla perché non posso caricare altre chiavi. Vanificando l’aspetto Boot, che è pure peggio.

Ma insomma, abbiamo già perso troppo tempo, vediamo come aggirare Secure Boot per avviare Linux senza neanche firmare i kernel o aggiungerne l’hash alle MOK.

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Secure Boot: gestire le chiavi con KeyTool

Avevo detto “adesso installo Linux” e continuo a parlare d’altro, ma questo argomento è di notevole importanza.

Stando a quanto ho trovato su internet, tutti i BIOS UEFI semidecenti dovrebbero avere delle opzioni per attivare la Setup Mode e gestire le chiavi\database di chiavi (PK, KEK, DB, DBX, anche se alcuni sono certificati e altri hash e altri database di chiavi\certificati\hash, ma chiamiamole comunque chiavi perché tutti le chiamano chiavi).

Da ciò posso concludere che tutti i 3 BIOS UEFI che ho visto finora sono indecenti perché non hanno nessuna di quelle opzioni.

Fortunatamente, esiste un aggeggio chiamato KeyTool che fa parte di PreLoader, o almeno su Arch sta nel pacchetto di PreLoader.
L’obiettivo è avviare KeyTool.efi.

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Secure Boot: non disattivabile

Nell’ultima puntata: l’HashTool non è una via percorribile, i *buntu vanno e Kali Linux non supporta Secure Boot nonostante venga dichiarato il contrario, cioè, ehm, sono io che sono stupido e non so farlo funzionare, sì sì, proprio così.

Arch è la mia salvezza, perché funziona sempre. Al primo colpo. O al massimo al secondo. Anche se aggiungere l’hash del kernel alle MOK con l’HashTool (sì, è questo che si fa) non è una via per me ottimale, è partito subito. Senza neanche dover cercare cosa dovevo fare. Poi l’ho cercato comunque per sincerarmi di non star piallando la chiave Microsoft o qualcosa del genere.

Comunque, Arch include questa UEFI Shell: vediamo di che si tratta.

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Secure Boot: la maledizione

Secure Boot è una porcheria invereconda che dovrebbe fornire all’utente un falso senso di sicurezza, oltre a portare all’esasperazione quei pazzi che vogliono avviare un sistema operativo che non sia Windows installato dall’OEM.

La cosa che mi lascia assai sorpreso è che gli OEM, per appicicare il logo di Windows 8 sui loro pc, secondo i dettami di Microsoft, devono attivare Secure Boot di default e lasciare obbligatoriamente all’utente la possibilità di disattivarlo.

Con Windows 10 pare che invece la possibilità di disattivarlo sia diventata opzionale, quindi verrà immediatamente rimossa da tutti gli OEM in simultanea. Con Windows 11 probabilmente verranno a spararmi un colpo di fucile nella schiena se cerco di avviare Linux.

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