Mint: installazione e lacchezzi vari

No, non sono passato a Mint. Ma 3agle3ye sì; non so perché, visto che aveva giurato eterna fedeltà a Windows.

Gli ho chiesto di scrivere un post a riguardo, ma ha asserito che preferiva mandarmi messaggi vocali in diretta durante l’installazione e io dovevo fare la fatica di scriverlo, poi non ha fatto nemmeno quello e non ho ancora capito il senso di tutta questa storia, ma qualche dettaglio della faticosa installazione di Mint me l’ha riferito (per iscritto), quindi lo riporto qui.

Il setup ha l’opzione “partizionamento automatico” che pialla tutto, ma non dice su che disco: bisogna quindi partizionare manualmente. Cioè creare una partzione EFI da 200 MB (se il calcolatore è configurato per usare UEFI) e una ext4 con mountpoint / che riempia il resto del disco. E volendo anche una di swap, ma è secondaria. Queste informazioni sono state “trovate” nella mia mente e nella mia esperienza pregressa di installatore di Arch, perché chiaramente il setup di Mint è ottimizzato per il caso d’uso standard (ma non così standard, oggi) del computer con un singolo disco, e se si vuole fare qualsiasi altra cosa, o almeno sapere esattamente cosa sta facendo il setup, bisogna fare tutto a mano.

Ci sono stati i soliti problemi con la partizione ntfs di storage che non si lascia montare, risolvibili con powercfg /h da Windows o col solito trick di rimuovere il file di ibernazione.

La tastiera (Cooler Master Storm Devastator II) aveva i LED che non funzionavano, ma sono stati fatti funzionare con xset LED on, volendo si può associare quel comando a qualche combinazione di tasti in qualche modo su Cinnamon, e anche il numpad che non funzionava, ma è stato fatto funzionare fissandolo minacciosamente e ha preso ad andare. L’ID USB dell’aggeggio è 258a:0001, credo.

Poi tearing risolto reinstallando xf86-video-ati senza alcuna ragione, disco di storage NTFS da cacciare nell’fstab fatto andare nonostante la presenza di guide sciamaniche senza senso su internet, font Microsoft installati («Se mi chiedono di scrivere un articolo in Times New Roman che faccio!?») che hanno mandato in malora i font della GUI di Thunderbird e solo di Thunderbird e non so come 3agle3ye abbia fatto a sistemarli, aggiornamento del kernel per risolvere un bug noto che è andato meglio del previsto, cioè tutto ha funzionato benissimo all’istante.

Seguiranno altri post più dettagliati e\o più interessanti sui lacchezzi che 3agle3ye dovrà mettere in pratica per far funzionare il trabiccolo, spero.

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Un pensiero su “Mint: installazione e lacchezzi vari

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