Solydx, atto III

L’entropia dell’universo aumenta costantemente, ΔSu>0, è un fatto abbastanza noto.

Tuttavia, sarebbe bello se tutte le distro Linux che installo (tranne Arch) non si impegnassero continuamente a ricordarmelo.

I bug in cui mi ero imbattuto ci sono ancora tutti, probabilmente perché non li ho segnalati agli sviluppatori ma me ne sono lamentato qui e basta.
D’altra parte Solydx a 32 bit è una “Community Edition”, credo che i bug report siano connessi con una pipe a /dev/null direttamente e sono sicuramente bug di qualche componente fuori dal controllo degli sviluppatori della distro e andare a identificare il “colpevole” è una lavoraccio di utilità discutibile, in questo momento.

L’updater si è di nuovo piantato essendo incapace di autoaggiornarsi e otturando completamente gli aggiornamenti di tutto il resto, ma come al solito aggiornando da terminale tutto ha ripreso a funzionare.

Nel mentre, dal menu StartCheNonSiChiamaStart è scomparso il logo di SolydX e ora c’è quello di XFCE, e Firefox e Thunderbird sono regrediti a chiamarsi genericamente “Browser web” e “Client di posta” o qualcosa del genere e hanno un’icona generica. Nel menu StartCheNonSiChiamaStart, si intende: aprendoli, sono sempre quei programmi.

Adesso è per metà Solydx, e per metà Debian.
Non che prima fosse non-Debian, visto che, ringraziando, Solydx praticamente è Debian, senza la spessa coltre di spazzatura malfunzionante che tutte le altre distro “da principianti” che tutti lodano spasmodicamente su internet sembrano dover avere per essere considerate tali.

Ma più passa il tempo, più si accumulano questi piccoli bug. L’oceano è immobile perché Solydx è stabile, ma con tutte queste gocce prima o poi il vaso traboccherà e sto mischiando due metafore visto che qui Debian e Solydx si stanno mescolando.

Quindi, al prossimo giro… Debian, che è praticamente quello che c’è adesso? Arch, dove l’entropia non aumenta da sola? CentOS, che è indubbiamente bello stabile?

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4 pensieri su “Solydx, atto III

  1. /dev/null

    gli unici sistemi con cui mi son trovato bene sono stati Arch(ovviamente) e CentOS,
    *buntu e compagnia bella mi fanno sentire un idiota, o forse unity da problemi solo a me? 😀
    Debian bè che dire… non so se stanno peggiorando o migliorando

    Rispondi
    1. M. Numerio Autore articolo

      Unity è l’emblema dello scomodità. Ma più che altro con i *buntu e simili, o funziona tutto immediatamente senza configurare nulla, o sei abbandonato a te stesso. Perché i post a caso su forum e blog e le guide del 2002 sono mediamente di qualità così scarsa da essere inutili.
      E se anche funziona, al primo aggiornamento va tutto in pezzi.

      Con Arch, tra wiki, forum e AUR si trova tutto. E se per caso non si trova, probabilmente esiste la risposta per qualche altra distro e si riesce abbastanza facilmente ad adattare ad Arch (merito del principio KISS?).

      Insomma, Arch è la meglio cosa.

      Sui server installerei CentOS senza pensarci due volte, se non fosse che si rifuta di allineare correttamente le partizioni sugli SSD e che non c’è nginx in nessun repo, nemmeno in quelli ufficiosi, e l’unica soluzione è compilare dai sorgenti…

      Rispondi
  2. Pingback: Sull’abbondanza di distro Linux | while(false) do {/*nothing*/};

  3. Pingback: Solydx, atto IV (e una riflessione sul ruolo del sysadmin) | while(false) do {/*nothing*/};

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