Aggiornamento a Windows 10 – Crapware a tradimento

Nella precedente puntata: aspre critiche alle icone di Windows 10, laggone bestiale, Cortana fa cose strane di testa sua, OneDrive mi disobbedisce, i tile sono inutili, la mia fiducia in Microsoft è scarsa.

Mentre spippolavo qua e là nelle opzioni della privacy per ultimare il precedente post e Cortana martellava la CPU, Windows ha connesso il condotto fognario del crapware direttamente al netbook, senza chiedermi il benché minimo permesso. Il concetto di consent è a quanto pare totalmente ignoto in casa Microsoft.

La fogna

È partito il download indomabile di una serie di app che sono crapware del produttore del netbook, che non sono mai state installate. Mai. Su un computer ormai dimenticato e abbandonato al suo destino dal produttore, visto che ha 5 anni.

Inoltre, si è messo a scaricare Candy Crush. Ma basta, non lo voglio! Non bastava il tile spammoso, ora me lo scarica pure a tradimento!? Diciamo che ho cliccato per errore sul tile, forniamo questa discutibile giustificazione, ma il crapware da dov’è uscito!? Chi gli ha dato il permesso di scaricarlo? Chi l’ha deciso, contando che per il produttore del netbook quel computer è nato con 7 Starter e morirà con 7 Starter e non ha fatto nulla per preparare o favorire l’aggiornamento a 10, lasciando tutto in mano all’utente?
Va bene, avevo gli aggiornamenti automatici attivati sullo Store, ma ribadisco: quello specifico crapware non è mai stato installato! Non è un aggiornamento, è un’installazione a tradimento!

Cerco di fermare il download: per due app ce la faccio, un’app senza nome e con un quadrato grigio come icona è in avanzato stato di installazione e viene installatta con successo. Probabilmente è qualcosa ma lo Store non è in grado di dirmi cosa.

Ravano furibondamente nel pannello di controllo, che poi si chiama Impostazioni, e non trovo l’elenco delle app installate.

Non so come, faccio saltare fuori il Programmi e funzionalità di 7: evviva, non ci speravo, pensavo che Microsoft l’avesse obliterato, e invece vive ancora!

Elimino una lunga lista di crapware del produttore che lo Store mi ha installato a tradimento. E già che ci sono elimino l’altro crapware che non avevo eliminato nel 2010 ed era rimasto dormiente fino ad ora.

In mezzo al crapware c’è anche l’unico programma esistente al mondo in grado di far bootare questo aggeggio da Android da una partizione segreta del BIOS\EFI (non sta sul disco rigido e si può bootare solo ed esclusivamente con questo programma che gira sotto Windows), ma è una versione ignota di Android visto che non c’è scritto nelle impostazioni ma dalla grafica pare 2.3 e non ha il Play Store e non serve a nulla nel 2015. Era interessante il fatto che ci fosse Firefox come apk da prima che esistesse Firefox per Android, infatti è Firefox normale. Beh, pace. Non ne voglio sapere nulla del crapware, rinuncio volentieri a Firefox di 5 anni fa su Android di 5 anni fa.

Infine faccio fuori Skype che avevo installato nel 2013 probabilmente quando ero ubriaco e OneDrive che si è installato da solo adesso.

App disinstallabili (o no?)

Finalmente trovo un elenco di app installate, che include anche i programmi di Programmi e funzionalità: Cortana non è disinstallabile, XBOX nemmeno e io non ho nemmeno un’XBOX quindi è  per me un’app inutile che è l’equivalente di avere un disgustoso banner pubblicitario schiaffato dentro al PC, Notizie e Sport sì e le faccio fuori, Solitario pure e se ne va, Meteo è non disinstallabile.

Posso anche capire che certe app facciano saltare tutto per aria se rimosse, come succede con i Google Play Services di Android: forse Cortana funziona in quel modo e posso anche accettare che non sia rimuovibile, ma il resto? Perché l’app XBOX è obbligatoria? E il meteo, poi?

Su Android esiste da anni la possibilità di disattivare le app di crapware del produttore, o le app di Google che non si usano. Occuperanno ancora quella manciata di megabyte, ma almeno non scaricano aggiornamenti mastodontici in continuazione, non intasano la RAM e non inviano cose strane via internet.
Si possono solo disattivare perché la partizione /system in cui risiedono non è scrivibile dall’utente a meno di non fare il root, ma è comunque un buon compromesso.

Su Windows ho pieno e totale controllo e potere di vita e di morte su ogni singolo bit del disco rigido, e se Windows non me lo dà io avvio Linux e me lo prendo, con le buone o le cattive. A costo di usare dd, se voglio proprio modificare i bit.

Quindi, Windows, poche storie: fammi disattivare il crapware Microsoft. Non sarà quell’app a invogliarmi a comprare un’XBOX, non sono così psicolabile. È forse questo il vostro target?

La fiducia è ai minimi storici.

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3 pensieri su “Aggiornamento a Windows 10 – Crapware a tradimento

  1. dc_gem

    Ma puoi mettere un simbolo alla fine delle frasi serie che funga da segnalatore? Altrimenti non so se risponderti o no!:p

    Rispondi
    1. M. Numerio Autore articolo

      Non so più neanch’io cos’è serio e cosa no, guarda…

      Probabilmente alcune delle assurdità in cui mi sono imbattuto hanno una spiegazione razionale o una soluzione che sarebbe interessante conoscere, ma non perdo neanche più tempo a cercarle, già devo lottare contro altre follie di maggiore importanza…
      Ad esempio questa, fresca fresca di 2 minuti fa: il modulo “request” di node.js segue i redirect 301, ma nel mentre PERDE LA RICHIESTA CHE È SUO ESPLICITO COMPITO CALARE NELLE MANI DEL SERVER, essendo esso modulo chiamato “request”. A quante persone al mondo è mai successo? Nessuna, ovviamente.

      Rispondi
  2. Pingback: Aggiornamento a Windows 10 – Velocità, lentezza, bellezza e bug | while(false) do {/*nothing*/};

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