Accurata descrizione dell’installazione di una distro Linux

…su un computer che pone grandi sfide pure a Linux.

Una foto storta e simil-Instagram di una barra di caricamento dell'installatore di Debian.

#netbook #debian #bigqualitàdelloschermo #PERL #hashtag #sembradistaresuinstagram

Di recente 3agle3ye è apparso in chat dicendo che stava cercando di installare Linux su un netbook, uno dei primi, quelli con 512 MB di RAM e XP. Lento da far schifo.
Dopo aver installato Ubuntu ed essersi strappato i capelli dalla lentezza ignobile, mi ha chiesto un suggerimento su che distro provare.

Come potevo non immischiarmi nella faccenda per perorare la causa di Arch + Openbox?

3agle3ye ha immediatamente mandato in kernel panic Arch senza nemmeno avviarlo. Fine della storia.

Visto che non voleva ritentare con quello, abbiamo provato con qualche altra distro: TinyCore prometteva benissimo e, non so come, 3agle3ye è riuscito a installarla. Voglio dire: io avevo provato su una macchina virtuale ma non avevo neanche capito da dove iniziare e la guida ufficiale è uno sproloquio inconcludente. Insomma, tanto di cappello.

Poi non si avviava perché 3agle3ye si era dimenticato il bootloader.

Ma in ogni caso era troppo essenziale, quindi proviamo con SliTaz: localizzata l’unica delle ventordici varianti aggiornata anche dopo il 2012 (uno degli obiettivi era far girare una versione semirecente di Firefox, i tempi in cui si potevano usare browser preistorici o minimalisti e navigare senza problemi è ormai finita, se non hai un browser recente non vai da nessuna parte), l’abbiamo scaricata. Su VirtualBox pareva funzionare benissimo, sul netbook partiva ma non si riusciva ad avviare X.org in nessun modo.
Probabilmente i driver video richiedono procedure occulte e ardite per funzionare.

Bene, scartiamo SliTaz. Visto che Arch non parte, proviamo Debian + Openbox.

3agle3ye avvia Debian con la netinst e lo lascia andare. Dopo 3 ore è al 20% e va pianissimo, poi crasha tutto o non ho ben capito che diamine è successo, riparte da zero e 3agle3ye riavvia per la disperazione.

Al successivo tentativo l’installazione procede rapida e liscia, si riavvia e 3agle3ye si ritrova scagliato in un terminale. Poiché non è connesso a internet, in preda alla disperazione mi chiede cosa deve fare.

Io, ora, voglio sperare che ci fosse un metodo facile, ma cercando in lungo e in largo per mezz’ora su Google non ho trovato nulla. Se c’è ma non c’è modo di trovarlo, è come se non esistesse.

Ho trovato qualcosa come 12 “manuali” (non ufficiali) di Debian che partono con una breve introduzione olistica e autoritaria sul funzionamento del Wifi in generale e sulla terminologia. Autoritaria perché dicono “se usi WEP la gente può vedere cosa trasmetti” (ma non spiegano “perché l’algoritmo è vecchio di 9001 anni”, che renderebbe tutto più chiaro), sulla terminologia perché definisce cos’è l'(E)SSID. E per concludere enuncia gli impatti sociali del Wifi nel mondo di oggi.

Se sono sul manuale di Debian, ti pare anche solo lontanamente che mi importi qualcosa di ciò? In ogni caso non sono così demente che se ho la rete e altri 200 aggeggi configurati in modalità WPA2 mi viene da pensare di cambiare tutto in WEP perché è una faticaccia terribile, mi dissuado già da solo, senza sapere perché e percome il Wifi ha impattato la vita dei più disparati popoli dell’orbe terracqueo.

La wiki di Arch, che ho già lodato in passato, dà i comandi, subito. Se c’è qualcosa su cui potresti inciampare (es: “WEP non è sicuro”), lo dice, lì, in mezzo, dicendo anche perché. In due righe. Non in 20 pagine di ampollose perifrasi sugli impatti sociali del Wifi.

Poi ci sono le guide degli host di VPS, che le scrivono solo per attirare traffico (e a volte aiutare i propri clienti). Di solito partono con “scarica wicd per connetterti a internet :D”, “premi un tasto per attivare la tastiera” e altri paradossi, o con “disattiva il firewall, disattiva SELinux, imposta tutti come root, togli la password a root, fai tutto come root, chiama gli hacker turchi a gran voce. Questi riti propiziatori sono necessari per fare ogni cosa perché non abbiamo voglia di aiutare gente che si scontra contro la sicurezza imposta dal SO, meglio vedere tutte le nostre VPS hackerate e bannare gli utenti che si sono fatti hackerare. BIG BUSINESS LOGIC, MUCH PROFIT”.

L’interfaccia wlan0 è giù e usare wpa_supplicant a mano è da masochisti. Nell’ordine, sui 12 manuali, trovo i seguenti comandi che potrebbero sortire qualche effetto: wicd, NetworkManager, wifi-menu, nmcli, wpa_cli, network-manager. Ovviamente nessuno di questi comandi esiste, nell’installazione di 3agle3ye.

Presi dalla disperazione, tentiamo di creare l’hash della password del Wifi usando wpa_passphrase e poi configurare wpa_supplicant a mano, ma non c’è verso di produrre l’hash.

3agle3ye sparisce e torna due minuti dopo, annunciando di aver collegato il netbook al router, usando un cavo lungo 50 m o giù di lì immagino.
I nostri dialoghi si fanno sempre più folli:
3agle3ye: Ce l’ho infilato dentro ben bene sisi
3agle3ye: …il cavo eth sisi
io: nano /etc/network/interfaces
io: EVOCA IL NANO.

Incollando alcune magiche righe nel file, al successivo riavvio finalmente, dopo 50 minuti di sofferenza, l’aggeggio è connesso a internet.
Nel file ci va, se qualche disperato fosse approdato qui come un naufrago che cerca di configurare eth0 da 2 ore:
auto eth0
allow-hotplug eth0
iface eth0 inet dhcp
E poi si riavvia, perché si fa prima così che tentare di avviare dhcpcd e altri servizi indemoniati e non documentati necessari che all’avvio vedono se per caso c’è un cavo ethernet e se non c’è sprofondano nei visceri di Debian e lì giacciono fino al riavvio.

3agle3ye installa Openbox e si sorprende della velocità assurda, pure più di TinyCore con JWM, mi dice.

Quando si accorge che mancano un package manager grafico (c’è aptitude con interfaccia ncurses, a dire il vero), un terminale (ti avevo detto di installare xterm…), NetworkManager, il pannello di controllo o qualcosa di simile, un login manager, qualcosa per scambiare lo sfondo, una barra simil-Start, le icone del desktop, un tasto simil-Start che non sia il tasto destro del mouse, un menu che si aggiorni da solo e non con attrezzi abbandonati dal 2006 o modificando file XML a mano, l’audio e un file manager, il suo entusiasmo inizia lentamente a scemare.

Le cose da fare sembrano tante, ma si fanno tutte abbastanza in fretta: feh, pcmanfm, tint2, capire dov’è andato a finire alsa-mixer, etc… e tutto dovrebbe andare a posto. Bisogna anche inserirli nel file di avvio di Openbox, ma che ci vuole, sono tre righe, la wiki di Arch spiega come fare, io rispiego a 3agle3ye come fare, gli lascio il link…

Il giorno dopo chiedo com’è finita: sul netbook è tornato XP.

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4 pensieri su “Accurata descrizione dell’installazione di una distro Linux

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