Migrare Windows su un SSD (da un HDD)

L’SSD è l’emblema della velocità, cioè, se non sbatti l’SSD nel pc non sei nessuno!

La citazione è in ritardo sui tempi più o meno di quanto è in ritardo 3agle3ye ad entrare nel 3° millennio in informatica.
Ovvero, è da mesi che si lamenta che il suo pc è lento, io gli dico con insistenza di comprare un SSD, e lui mi risponde che non ha soldi e lo comprerà quando farà l’upgrade totale™.

Fortunatamente, di recente, ha recuperato dalla spazzatura un SSD da 128 GB in non si sa che condizioni, sottraendolo dalle grinfie di un perito informatico che stava cercando di incamerarselo col resto del pc dismesso da un’azienda.

Con queste eccellenti premesse, 3agle3ye mi ha chiesto come spostare Windows dall’HDD all’SSD e di scrivere un post a riguardo, quindi ecco il post.

  1. Eliminare dall’HDD tutto ciò che non deve andare sull’SSD.
    1. Ovvero spostare sull’HDD di “stoccaggio” tutto ciò che non è Windows o un programma usato spesso (dipende anche da quanto è grande l’SSD, bisogna farsi due conti)
    2. In assenza del suddetto disco, sarà necessario riciclare quello attuale, quindi bisogna spostare tutta la roba su un disco esterno (o magari due, per avere una copia di backup)
    3. Cancellare dal vecchio disco tutta la roba trasferita, controllando 12 volte di averla copiata davvero altrimenti poi partono bestemmie terribili.
  2. Disattivare ibernazione, paging, prefetch, superfetch, indicizzazione dei file per la ricerca, deframmentazione, ripristino di sistema, log inutili. Spostare la cache di Firefox nella RAM.
    Con Google si trovano milioni di guide che spiegano come fare, quindi non mi dilungo.
    Su Firefox a un certo punto hanno cambiato le impostazioni e le guide a volte forniscono il vecchio metodo, adesso bisogna andare in about:config e impostare browser.cache.disk.enable su false (per verifica, in about:cache, sotto memory e disk deve dire none, only stored in memory). Su Chrome non ho idea se ci sia un metodo e non ho nemmeno voglia di cercarlo.
    Con log inutili intendo questi: Pannello di controllo > Sistema e sicurezza > Strumenti di amministrazione > Performance Monitor > Insiemi agenti di raccolta dati > Sessioni traccia eventi di avvio, si possono disattivare tutti tranne i tre EventLog, AutoLogger e UBPM. Non chiedetemi perché. Io ho disattivato tutti gli altri mesi fa e non è successo nulla anomalo, quindi la cosa è abbastanza sicura.
  3. Eliminare la cartella del prefetch
  4. Si può anche disattivare l’aggiornamento della data di accesso ai file, ma non ho mai visto nessuno consigliarlo su un SSD. L’avevo fatto tempo addietro per altre ragioni e non comporta problemi, quindi, volendo…
  5. Cercare tutti i file inutili, residui di vecchi programmi, vecchi programmi che neanche si ricordava di aver installato e disinstallare e cancellare senza pietà.
  6. Piallare ogni cache (tranne quelle da 2 KB) e discarica di file temporanei possibile e immaginabile con CCleaner.
  7. Spegnere, collegare l’SSD, riaccendere.
  8. Usare il tool fornito dal produttore dell’SSD per effettuare la migrazione. Se non lo si possiede perché l’SSD proviene dal bidone della spazzatura, andare a cercarlo sul sito.
  9. Se il tool non esiste o non funziona, provare con EaseUS Partition Master, che tutti sui forum consigliano schiumando da talmente è il meglio programma dell’universo mondo per fare questo lavoro.
  10. Constatato che EaseUS Partition Master non funziona minimamente, cercare un altro metodo, magari con GParted e Clonezilla, anche se tutti dicono che Clonezilla non supporta gli SSD, tenendo presente che bisogna fare l’allineamento dei 1024 qualchecosa.
    Su internet tutti i suggerimenti sono “tool del produttore, EaseUS o Clonezilla. Fine”, e siamo nel 2015, spostare Windows su un SSD non è un problema così assurdo o esoterico! Immagino che la maggior parte della gente reinstalli da zero e buonanotte, comunque.
  11. Godersi l’avvio in 7 secondi netti dall’SSD.
  12. Aggiornare l’indice di prestazioni di Windows così si attiva TRIM e disattiva per sempre defrag, usare il tool del produttore per dare una passata di TRIM nel dubbio (soprattutto se si è fatta la migrazione con dd, presi dalla disperazione più nera… anche quella è un’opzione. Con Windows 8 bisogna fare una deframmentazione, che in realtà dà una passata di TRIM, se non si vuole usare il tool), riattivare Windows se chiede di essere riattivato, fare telefonata di 30 min alla Microsoft con digitazione di codici numerici di 2000 cifre per completare la procedura.
  13. Creare una partizione raw per l’over-provisioning se richiesto (varia a seconda dei modelli di SSD), o ricordarsi di non riempire l’SSD all’inverosimile.
  14. Formattare il vecchio HDD e metterci sopra i dati salvati in precedenza.
  15. Riattivare il file di paging, ma sull’HDD. O non riattivarlo. Io con 16 GB di RAM non ce l’ho e non ho problemi.
  16. Non fare l’idiozia di creare un ramdisk e mettercelo dentro, cosa che a quanto pare molti fanno e poi vanno a vantarsene su internet: è l’esatto equivalente di disattivarlo e usare solo la RAM, ma con l’overhead del ramdisk. Poi, sia chiaro, se si è masochisti è un altro discorso…
  17. Spostare i percorsi delle “Raccolte” e la cartella Temp sull’HDD. L’intera cartella utente invece richiede una junction e quindi resta sull’SSD perché il rischio che salti tutto in aria è elevato… Di nuovo, ci sono svariate guide su come si fa.
  18. Tenere presente che orde di programmi furbissimi continueranno a salvare roba alla cieca nei documenti sull’SSD, anche se la cartella documenti è sull’HDD.
  19. ???
  20. PROFIT!
  21. Il desktop resta sull’SSD, quindi non scaricate petabyte di dati lì.

L’obiettivo di tutto ciò è, innanzitutto, mettere la roba giusta sull’SSD, perché 300 GB in 128 GB non possono starci. E poi ridurre le scritture continue che ne deteriorano lentamente le celle di memoria. Avevo misurato che, tra cache varie, file temporanei, prefetch, paging, log che solo Microsoft sa a cosa servano, sull’HDD scrivevo 10 GB al giorno, che sono non pochi.

L’unica cosa che si potrebbe rimpiangere è l’ibernazione, ma la si rimpiange per esattamente 7 secondi. Perché poi ci si accorge che il riavvio richiede 7 secondi.

SSD is love, SSD is life.

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2 pensieri su “Migrare Windows su un SSD (da un HDD)

  1. Pingback: Font enorme con driver proprietari Nvidia su Linux | while(false) do {/*nothing*/};

  2. Pingback: 3agle3ye vs xXxFedoraxXx | while(false) do {/*nothing*/};

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